Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo Monitor | Amater | Radio
FEDERALISMO FISCALE, LA CAMERA APPROVA IL DDL
Il federalismo fiscale è realtà. Con 319 voti a favore e soli 35 contrari, l'Aula della Camera ha, infatti, detto sì al testo del disegno di legge, già contemplato, ma mai attuato, dall'articolo 119 della nostra Costituzione. Grande è stata l'esultanza dimostrata dall'intero schieramento leghista, che ha esposto, per qualche istante, la bandiera sui banchi di Montecitorio. Consistente, però, il partito dell'astensionismo che ha toccato quota 195. Vari contrari nelle fila di Italia dei Valori e Partito Democratico. Fra questi, Pierluigi Mantini e Furio Colombo (PD) e Giuseppe Giulietti (IdV).
La palla ora passa al Senato, che lo aveva già approvato il 22 gennaio, e la grande riforma volerà a Palazzo Madama nel mese di Aprile per la terza, definitiva lettura. In realtà, il testo era stato licenziato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 3 ottobre mentre il via libera preliminare del Governo c'era stato nella riunione dell'11 settembre scorso. Entro due anni saranno, poi, emanati i decreti legislativi attuativi e la fase transitoria ne durerà, invece, cinque.
Si tratta, sostanzialmente, di una riforma che punta a responsabilizzare i centri di spesa, ad accrescere la trasparenza dei meccanismi finanziari e il controllo democratico dei cittadini nei confronti degli eletti, superando lo scoglio del sistema di finanza regionale e locale, ancora improntato su meccanismi di trasferimento.
Molte sono state le novità introdotte dalle votazioni di oggi.
Roma Capitale - Il ddl prevede che, in base alle norme in vigore fino all'attuazione della disciplina delle città metropolitane, Roma capitale avrà speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione. Per il via libera della costituzione di Roma come città metropolitana, diversamente da quanto previsto per le altre, ci sarà bisogno dell'accordo tra il Comune e la Provincia della Capitale.
Inoltre, al di là di quelle già spettanti al comune di Roma, la capitale avrà nuove funzioni amministrative: il concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il ministero per i Beni e le attività culturali; lo sviluppo economico e sociale di Roma capitale, con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; lo sviluppo urbano e la pianificazione territoriale; l'edilizia pubblica e privata; l'organizzazione e il funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico e alla mobilità; la protezione civile, in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio.
Reggio Calabria città metropolitana - Anche Reggio Calabria entra a far parte delle città che potranno fregiarsi dello status di città metropolitana. Sale così a dieci il numero complessivo (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Napoli). Sono escluse le città delle Regioni a Statuto speciale.
Regioni speciali - Sì al Patto di stabilità che sostituisce il precedente Patto di convergenza e via libera all'istituzione di un tavolo di confronto nell'ambito della Conferenza Stato - Regioni tra Governo e singole Regioni a Statuto speciale.
Bicameralina - E' stata istituita una Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale. Sarà composta da trenta membri, tra deputati e senatori, e sarà affiancata da un comitato delle autonomie locali. Il Comitato è composto da dodici membri, sei dei quali in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni.
Commissione paritetica - E' stata, inoltre, creata una commissione tecnica paritetica, sempre finalizzata all'attuazione del federalismo fiscale. La commissione ha il compito di acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per la predisposizione, da parte del Governo, degli schemi dei decreti legislativi di attuazione della delega in materia di federalismo fiscale. Ne fanno parte 30 componenti, dei quali 15 rappresentanti tecnici dello Stato e 15 rappresentanti tecnici degli enti territoriali. Partecipano, poi, alle riunioni un rappresentante tecnico della Camera e uno del Senato e un rappresentante tecnico delle Assemblee legislative regionali e delle Province autonome.
Aliquota Irpef - Tra le fonti che le Regioni utilizzano per finanziare le spese essenziali, è stata cancellata la riserva di aliquota Irpef e sostituita da compartecipazioni ai tributi erariali e, in via prioritaria, al gettito Iva. Le Regioni disporranno di compartecipazioni erariali, tributi propri e quote di fondo di perequazione per finanziare le spese per lo svolgimento delle funzioni di loro competenza, che sono divise in funzioni fondamentali e non essenziali. Anche Comuni e Province disporranno di compartecipazioni e quote di fondo perequativo, oltre che di tributi propri, per le proprie funzioni.
