Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo Monitor | Amater | Radio
Centro Oli: i comitati non si fidano di Chiodi
I comitati dei cittadini, che si oppongono alla realizzazione del Centro Oli di Ortona e alla petrolizzazione dell'Abruzzo, non si fidano delle ultime dichiarazioni di Chiodi. Il presidente della regione ha assicurato che l'impianto di prima raffinazione del petrolio "non si farà, né ora né mai".
Per le associazioni ‘Naturaverde' e ‘Impronte', l'approvazione della legge 14/2008 "è soltanto un tardivo e precario tentativo di fermare un treno in piena corsa". "Aggirato l'ostacolo momentaneamente rappresentato dalla legge 14", rimarcano in un comunicato, "un secondo dopo, senza che i titolari delle concessioni debbano chiedere niente a nessuno, le trivelle potrebbero iniziare a funzionare". I comuni abruzzesi interessati dalle attività di estrazione del petrolio sono 52, estesi su un'area di 490 chilometri quadrati e in cui risiedono 311.773 abruzzesi.
Lo scorso gennaio, a Londra, è stato presentato il programma industriale di sviluppo 2009-2011 della società petrolifera Medoilgas (Mog), già attiva in Abruzzo e presente con i propri uffici nel porto di Ortona. Nel crono-programma dell'azienda l'inizio delle attività petrolifere della piattaforma ‘Ombrina mare 2', tra Ortona e San Vito, è fissata per l'inizio del 2011. I test effettuati dalla Mog confermano che il petrolio estratto nel mare abruzzese sarà una fanghiglia altamente corrosiva contenente zolfo, che non potrà essere trasportata. "Avrà dunque bisogno di un processo di prima raffinazione in loco", sottolineano i comitati, "chiamato desulfurizzazione, che comporterà l'emissione di idrogeno solforato che arriverà facilmente sulla costa, insieme al petrolio normalmente disperso in mare nella fase di imbarco sulle petroliere". "Avremo così un nuovo Centro Oli, questa volta non ad Ortona bensì in mare aperto", avvertono ‘Naturaverde' e ‘Impronte'.
Le associazioni ambientaliste chiedono dunque al presidente Chiodi e all'intero consiglio abruzzese di varare al più presto un piano energetico regionale, "che punti con decisione sulle energie rinnovabili". Inoltre invitano Chiodi "a opporsi con forza all'avanzata del petrolio così come altri suoi colleghi, a partire dal veneto Galan, ebbero il coraggio di fare contro le trivellazioni nell'Alto Adriatico".

