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PrimaDaNoi.it: Odg, “La querela atto eccessivo"

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Marianna Gianforte

"Quando il potere politico sceglie la via della querela per reati d'opinione contro un organo d'informazione, è sempre una scelta negativa".

Così Stefano Pallotta, presidente dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo, ha commentato la decisione della giunta di Pescara di querelare, su iniziativa del vicesindaco Camillo D'Angelo, il quotidiano online PrimaDaNoi.it, querela annunciata in una conferenza stampa il 12 marzo e "già firmata e inoltrata".

La polemica, che contrappone la testata locale e la giunta del sindaco Luciano D'Alfonso (Pd), indagato per associazione per delinquere, abuso d'ufficio, corruzione e concussione nell'inchiesta sulle presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara, nasce da un articolo pubblicato da Primadanoi.it il 2 marzo.

Il quotidiano denunciava incontri segreti tra il sindaco e alcuni esponenti della Giunta, consiglieri e suoi "fedelissimi": "c'è il sospetto", si legge, "che l'ancor in carica sindaco D'Alfonso continui a guidare l'amministrazione comunale impartendo indicazioni precise in ‘giunte volanti', clandestine perché ufficialmente non si potrebbero tenere". Gli incontri sarebbero avvenuti nonostante il primo cittadino "sia ufficialmente impedito nelle sue funzioni di amministratore", in base a quanto dichiarato in un certificato medico presentato dal primo cittadino alla magistratura.

Nello stesso articolo veniva riportata la replica del vicesindaco: "Nè io, né la giunta che presiedo dal gennaio scorso abbiamo mai incontrato o incrociato Luciano D'Alfonso in alcuna riunione segreta".

Contattato da Facoltadinotizia.it, il direttore del quotidiano pescarese, Alessandro Biancardi, ha detto di aver semplicemente "scritto su fatti di rilevanza pubblica, in quanto riteniamo che, inserendosi in una zona grigia della legge italiana, D'Alfonso continui di fatto a fare il sindaco e a violare un'ordinanza del Gip".

"Sono sconcertato per il fatto che un'intera giunta comunale abbia deciso di firmare una querela contro di noi e mi chiedo perché D'Angelo l'abbia coinvolta in una questione personale. É grave che l'ente Comune si scontri con un quotidiano".

Il presidente dell'Ordine dei Giornalisti ha ribadito, senza entrare nel merito della vicenda, che "quando una testata divulga un articolo su una vicenda di interesse comune, deve essere tutelata". Pallotta ha denunciato, inoltre, il ricorso eccessivo alla querela, che "sta diventando uno sport nazionale, uno strumento usato come intimidazione contro i giornalisti e che rischia di spezzare il rapporto dialettico alla base della democrazia". L'amministrazione di Pescara, per Pallotta, è stata dunque "scorretta".

Ma per Camillo D'Angelo l'articolo incriminato "non è rispettoso della realtà dei fatti" e definisce le verifiche del quotidiano "non meritevoli di attenzione. Accusando me, viene incolpata e messa in dubbio un'istituzione pubblica, che è un punto di riferimento per i cittadini".

Il lavoro e la linea editoriale del quotidiano vengono difesi da Biancardi: le segnalazioni alla base delle inchieste "sono sempre state verificate grazie a informazioni provenienti dagli ambienti investigativi, le quali hanno confermato la tendenza del sindaco a continuare ad amministrare le attività del Comune". Si tratterebbe, insomma, di vicende conosciute alla magistratura e oggetto di indagini.

Non resta che aspettare l'eventuale sentenza. "Se c'è stato un errore, ne pagheremo le conseguenze, ma fino a prova contraria confermiamo tutto quanto scritto finora nelle nostre inchieste".