Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo  Monitor  |  Amater  |  Radio

Bio-testamento, arriva il sì del Senato

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Pamela Di Ovidio

Con 150 voti favorevoli, 123 contrari e solo 3 astenuti, Palazzo Madama ha dato l'ok al disegno di legge sul testamento biologico, scritto dalla maggioranza e criticato dall'opposizione perché estremamente liberticida. Attraverso l'approvazione del Senato, il Governo ha mantenuto la promessa fatta il mese scorso quando, di fronte alle condizioni di Eluana Englaro, era stato confezionato un ddl per impedirne la morte, immediatamente ritirato alla notizia del decesso della donna, avvenuto per interruzione dell'alimentazione artificiale. La questione passerà ora al vaglio dei parlamentari nelle aule di Montecitorio.

LIMITAZIONI - In sostanza, la legge approvata in Senato istituisce il testamento biologico, limitandolo però fortemente. Il Senato, infatti, oltre ad aver dato l'ok all'articolo 4, ha accettato di modificarne il comma 1, seguendo un emendamento proposto dall'Udc e sottoscritto da Fosson, in cui viene fissato il carattere non vincolante per i medici delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) firmate dai malati. La decisione ha scatenato una vera e propria bagarre in Aula poiché l'opposizione ha aspramente criticato la maggioranza, accusandola di aver "svuotato la legge" mentre a Piazza Navona si svolgeva il sit-in di protesta dei Radicali contro il disegno di legge. In seguito, il dibattito si è fatto ancor più acceso attorno al comma 6 dell'articolo, che riguarda le trasfusioni di sangue. Secondo PD e Radicali, i testimoni di geova saranno così costretti ad accettarle, andando contro il loro credo.

SCONTRO MAGGIORANZA-OPPOSIZIONE - Se da un lato c'è stata grande esultanza fra le fila della maggioranza, dall'altro la decisione ha creato l'ennesimo malcontento in seno all'opposizione. Soddisfatto il Presidente del Senato, Renato Schifani. «Quello appena concluso con il voto dell'aula - ha dichiarato prima di dare il via alla votazione - è stato un confronto libero e franco, guidato solo dalla coscienza di ognuno. A conclusione di questo dibattito - ha aggiunto Schifani - consentitemi di manifestare, come presidente del Senato, il mio riconoscimento a tutti voi per il lavoro svolto. Non posso non sottolineare come tutti noi abbiamo in questi mesi adempiuto a un obbligo: quello di contribuire a dotare il Paese di una disciplina in una materia che la richiedeva con forza da tempo, e che ci vedeva tra i pochi che ancora ne erano privi». Sulla stessa lunghezza anche i maggiori esponenti del PdL come Gaetano Quagliariello, il quale sostiene che si tratta di «una legge elaborata guidati dal senso assoluto della difesa del diritto alla vita. La maggior parte di noi - dice l'esponente del Pdl - concorda che su questo tema non si sarebbe dovuto legiferare, ma a sfidare il Parlamento è stata la magistratura, con interventi che abbiamo giudicato fuori dall'ordinamento. E assieme alla magistratura, a sfidare il Parlamento, è stata una lobby che vuole spostare più in là la frontiera dei diritti, introducendo l'eutanasia senza neanche prendersi il disturbo di chiamare le cose con il loro nome». E il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri dedica il ddl a Eluana Englaro, senza però nominarla espressamente. «Il Senato - afferma in una nota - ha scelto per la vita, contro il partito della morte e dell'eutanasia. Avremmo voluto fare prima una legge che impedisse eventi drammatici. Dedichiamo il voto di oggi a chi non c'è più. A chi ogni giorno assiste chi soffre, alle suore di Lecco in particolare. Siamo certi che il dibattito proseguirà con serietà e maturità. Noi abbiamo seguito la nostra coscienza. Coesi e sereni. Questa legge è un elemento identitario del Pdl che nasce. È stato un buon giorno per il Senato e per la Repubblica». Si solleva, invece, l'opposizione di centro-sinistra. Durissimo il commento della senatrice del Pd, Anna Finocchiaro. «Da parte vostra - attacca il presidente dei senatori del Pd, rivolgendosi alla maggioranza - ho visto solo paura e sordità. E io sono forte di tutto questo nell'annunciare il voto negativo del partito democratico a questa legge, mentre, nello scrosciare dei vostri applausi, morirà la libertà sancita dall'articolo 32 della Costituzione, quello voluto da Aldo Moro». Dello stesso avviso anche il presidente dei Liberal Pd, Enzo Bianco. «Il testo varato dal Senato - afferma Bianco - purtroppo non ha nulla a che vedere con il testamento biologico. La maggioranza lo ha persino peggiorato con protervia. Se la Camera dovesse perseverare in questo grave errore, non resta che una strada: aspettare le decisioni della Corte Costituzionale e intanto promuovere un referendum abrogativo».

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