Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo Monitor | Amater | Radio
Via libera al decreto anti-infortuni
Via libera al decreto legislativo anti-infortuni. Il provvedimento approvato dal consiglio dei ministri integra e corregge il testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Confermato l'arresto del datore di lavoro, ma solo per violazioni gravi, ovvero nel caso in cui non si proceda alla valutazione del pericolo nelle aziende considerate a rischio rilevante. Viene sostituito l'attuale parametro della reiterazione della violazione, con quello delle violazioni plurime. Le sanzioni pecuniarie vengono alleggerite per le inadempienze burocratiche. La massima, prevista per il progettista, sale a circa 20 mila euro, mentre per il datore di lavoro diventa di circa 8 mila euro. Infine per i lavoratori atipici e flessibili sono previste alcune tutele e formazione specifica.
Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, boccia il provvedimento. "Questa norma è un grave errore", dice, "il sindacato non capisce e il Paese fatica a comprendere". Il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, fa sapere che "il testo è aperto a modifiche" e che le parti sociali saranno consultate. "Non accetteremo un linguaggio esasperato", ammonisce, "nel caso reagiremo con forza". L'Anmil, l'associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, si dice contraria a "dispute di principio" e invita a mettere subito a disposizione "le risorse economiche necessarie per far decollare le attività di vigilanza, formazione e informazione dei lavoratori". Il presidente dell'Anmil, Franco Bettoni, sottolinea che "i principali distinguo s'incentrano sull'apparato sanzionatorio, che è comunque un punto ineliminabile". "
I dati dell'Inail segnalano un sensibile calo sia del numero dei morti sul lavoro, scesi da 1.341 nel 2006, a 1.207 nel 2007 e sia del numero complessivo degli incidenti, passati da 835.661 nel 2006, a 815.132 nel 2007. Le dimensioni del fenomeno restano però preoccupanti e le cifre consistenti. La Fiom-Cgil questa mattina ha protestato contro ‘le stragi sul lavoro in continuo aumento' e contro il provvedimento del governo, con un presidio davanti a Palazzo Chigi. Molto duro Gianni Rinaldini della Fiom. "Modifiche inaccettabili", afferma, "sono attenuate le sanzioni nei confronti delle imprese e si riducono le forme di controllo e prevenzione". Rinaldini rimpiange il vecchio testo unico, varato dal governo Prodi nel maggio del 2008. "Per noi andava bene", rimarca, "ma il giudizio negativo di Confindustria e delle organizzazioni imprenditoriali, che chiedevano uno stravolgimento in nome della semplificazione, è stato decisivo".
Il testo passerà ora all'esame della conferenza stato-regioni e delle commissioni parlamentari, per poi tornare all'attenzione del governo per il varo definitivo.
