Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo Monitor | Amater | Radio
Il Senato approva il decreto sicurezza
Il decreto sicurezza viene convertito in legge dal Senato. Contiene norme anti-stupro e quelle contro lo stalking ma esclude l'istituzione delle ronde, fortemente volute dalla Lega e che ora trovano posto nel disegno di legge sulla sicurezza in discussione alla Camera.
Via dal provvedimento anche le norme sul prolungamento a sei mesi della permanenza dei clandestini nei centri di identificazione ed espulsione (Cie). Le due nrome, scomparse nel corso dell'iter parlamentare, verranno probabilmente reinserite in un più vasto disegno legge sulla sicurezza ala vaglio del Parlamento quanto prima, forse già la prossima settimana.
La nuova legge prevede l'ergastolo per chi commette un omicidio a seguito di una violenza sessuale, di atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo e stalking.
La custodia cautelare in carcere è obbligatoria in presenza di gravi indizi di colpevolezza per i reati di omicidio e alcune fattispecie in materia sessuale, come l'induzione alla prostituzione minorile, la pornografia minorile e le violenze nei confronti dei minori.
Nel dettaglio, è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza nei casi di violenza sessuale. Stretta anche sui benefici in carcere per chi ha subito una condanna per delitti a sfondo sessuale: più difficile accedere al lavoro esterno, ai permessi premio e alle misure alternative alla detenzione previste dalla legge. Le nuove norme prevedono, inoltre, che le vittime del reato di violenza sessuale possano usufruire del patrocinio gratuito a spese dello Stato indipendentemente dal reddito.
Tra le novità, l'introduzione nel codice penale del reato di stalking. Chi minaccia e perseguita qualcuno in modo da causare un permanente stato si ansia o di paura, tanto da far temere per la propria incolumità, per quella di un familiare o di un persona con la quale si ha una relazione affettiva, viene punito con il carcere da sei mesi a quattro anni. La pena è maggiore se commessa da un coniuge separato, divorziato o da qualcuno con cui la vittima abbia avuto una relazione e sale da uno a sei anni quando la violenza viene fatta nei confronti di un minore, di una donna incinta o di un disabile. Si procede su querela della persona offesa che deve denunciare i fatti entro sei mesi. E nel caso in cui la vittima sia un minore o una persona diversamente abile, il magistrato può procedere d'ufficio.
Nel periodo che intercorre tra l'atto persecutorio e la presentazione della querela, viene introdotta la possibilità per chi ha subito la violenza, di avanzare al questore richiesta di ammonimento nei confronti dell'autore del reato. Se poi il soggetto già avvertito commette nuovamente reato di stalking, la pena aumenta. Il giudice può prescrivere all'imputato il divieto di avvicinarsi ai luoghi che la vittima frequenta abitualmente. Può anche impedire che lo stalker si avvicini ai luoghi dove è possibile incontrare persone vicine o legate alla vittima e vietargli di comunicare con loro con qualsiasi mezzo.
Le forze dell'ordine, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche che sono a conoscenza di atti persecutori nei confronti di qualcuno, hanno l'obbligo di fornire allo stesso tutte le informazioni relative ai centri antiviolenza presenti sul territorio ed eventualmente metterlo in contatto con tali strutture.
Inoltre, al Dipartimento delle Pari Opportunità viene istituito un numero verde nazionale a favore delle vittime, attivo 24 su 24, con compiti di assistenza psicologica e giuridica.
E per tutelare la sicurezza urbana, i comuni sono autorizzati a impiegare sistemi di videosorveglianza nei luoghi pubblici. I dati raccolti possono essere conservati fino al settimo giorno successivo alla loro rilevazione, salvo esigenze particolari di ulteriore conservazione.
