Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo  Monitor  |  Amater  |  Radio

Fiat, scontro tra Commissario Ue e Marchionne

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Lorenzo Dolce

E' scontro tra il vicepresidente della Commissione Europea e responsabile dell'Industria, Guenter Verheugen, e l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. Verheguen, in un'intervista all'emittente radiofonica pubblica bavarese Bayerischer Rundfunk, ha detto di provare un «senso di sorpresa», anche perchè il gruppo di Torino «è un costruttore d'auto europeo che non gode della miglior salute. Mi domando dove quest'azienda tanto indebitata riesca a trovare i mezzi per portare avanti in contemporanea due operazioni di queste dimensioni», riferendosi ai contatti con Chrysler e Opel.

Dura la replica di Marchionne che si dice «stupito» dal tono e dal contenuto delle dichiarazioni rilasciate stamattina dal Commissario europeo: «Credevo che il suo ruolo a Bruxelles fosse chiaramente super partes, indipendentemente dalla sua nazionalità. E' la seconda volta nel giro di pochi mesi che il Commissario Verheugen ha espresso opinioni che non sono costruttive per l'industria dell'auto, affermando a un certo punto che non tutti i costruttori europei sopravviveranno. Dal Commissario responsabile per l'Impresa e l'Industria mi sarei aspettato un dialogo costruttivo per risolvere i problemi che stanno impattando negativamente sull'industria, invece di lanciare sentenze di morte, scegliendo unilateralmente chi debba sopravvivere».

CHRYSLER VERSO BANCAROTTA PILOTATA. Intanto la Chrysler si starebbe preparando a chiedere la protezione dai creditori già la prossima settimana, a prescindere dall'alleanza con Fiat. Lo scrive il Wall Street Journal citando «varie fonti vicine al dossier». Secondo il quotidiano newyorchese, in caso di accordo con Fiat il ricorso al 'Chapter 11', cioè una procedura di bancarotta pilotata, permetterà a Chrysler di liberarsi di alcune voci di bilancio in passivo, permettendo così a Fiat di scegliersi le parti più appetitose e redditizie della casa automobilistica. Senza l'accordo con il Lingotto, invece, la strada sarebbe quella di una liquidazione, con le attività vendute a vari potenziali compratori, o la chiusura tout court della casa di Detroit, che nonostante il ridimensionamento degli ultimi anni continua a dar lavoro a circa 66.000 dipendenti.

NEGOZIATI ANCHE NEL WEEKEND. I negoziati sul futuro della Chrysler tra la casa di Detroit, la Fiat e il sindacato United Auto Workers potrebbero andare avanti per tutto il weekend, avvicinandosi alla scadenza del 30 aprile. Sempre secondo il Wall Street Journal, che cita fonti vicini al dossier, «più si protrarranno i colloqui con Chrysler e più potrebbe essere difficile concludere un accordo con Gm»: accordo che, in ogni caso, «dovrebbe includere anche Vauxhall, il braccio britannico di Gm».

CHRYSLER E OPEL BUONE POSSIBILITA'. Per l'associate director di Ihs Global Insight, Pierluigi Bellini, commenta i possibili progetti spiegando che sia Chrysler che Opel sono «due buone possibilità» per Fiat con i debiti distinguo, anche se la bilancia dei vantaggi per Fiat pende dalla parte americana. Chrysler rappresenta una grande opportunità, ma al tempo stesso anche un grande rischio e l'accordo si profila però difficile visto il cruciale ruolo delle banche e dei sindacati e malgrado il sostegno dichiarato del Governo americano. D'altronde l'alternativa Opel, pur con gli innegabili benefici a livello di sinergie ed economie di scala, promette di essere 'un bagno di sanguè a livello occupazionale.