Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo Monitor | Amater | Radio
Governo porrà la fiducia per votare ddl sicurezza
Il governo ricorrerà al voto di fiducia per approvare il disegno di legge sulla sicurezza, che verrà discusso alla Camera nei prossimi giorni. La seduta di oggi è stata rimandata, dal momento che l'Aula di Montecitorio è in Abruzzo per partecipare alla seduta straordinaria del consiglio regionale, in memoria delle vittime del terremoto.
La decisione di porre il voto di fiducia è stata presa dal consiglio dei ministri, dopo aver escluso la norma sui presidi-spia contestata da Gianfranco Fini.
"Ancora non sappiamo se e quando la porremo, ma abbiamo autorizzato il governo a porre la questione di fiducia, se necessario" - ha dichiarato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito.
"Prima si vota sul ddl sicurezza e meglio è."- Ha riferito Roberto Maroni. - "Chiederemo che si voti al più presto. Quanto al testo da votare - ha precisato Maroni - c'è quello della commissione, con qualche modifica. Adesso lo valuteremo".
E le modifiche riguardano proprio la norma che avrebbe imposto ai presidi di denunciare gli alunni senza permesso di soggiorno. Dopo il vertice di ieri a cui hanno partecipato, oltre a Maroni e a Vito, i ministri La Russa e Calderoli, il governo ha dovuto fare marcia indietro di fronte ai rilievi di incostituzionalità mossi dal presidente della Camera. Lo stesso Maroni ha ammesso la fondatezza dei rilievi, ma non crede che abbia vinto la linea Fini, "piuttosto - ha precisato - è stata fatta un'eccezione a tutela del diritto dei minori, mentre resta fermo il principio che il pubblico ufficiale della polizia debba segnalare un reato di clandestinità". Maroni ha poi ribadito che tra il Pdl e la Lega si sia registrata una piena condivisione su tutti gli altri punti del disegno di legge, tra cui le ronde e l'annullamento da due a sei mesi della permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie).
L'opposizione non ha esitato a contestare la decisione di mettere la fiducia. Questo il commento del segretario del Pd Dario Franceschini: "Appena c'è un voto segreto, vanno sotto. Mi sembra tutto molto chiaro: se non c'è la fiducia, la maggioranza va immediatamente sotto e devono tenerla con la forza". E il presidente dei deputati del Pd Antonello Soro ha definito il voto di fiducia "un'eventualità non solo non auspicabile ma incomprensibile e una ferita molto grave alla Costituzione. E' la prima volta che il governo propone la fiducia su una materia che riguarda i diritti delle persone per cui l'ordinamento prevede il voto segreto".
Ancora più duro il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. "Le fiducie sui disegni di legge su sicurezza e intercettazioni sono un vergognoso tentativo di regime, per far passare leggi ignobili". Per l'ex magistrato i provvedimenti sono anche da bocciare nel merito perché "non viene messo un euro per la sicurezza, mentre i poliziotti rincorrono i delinquenti mettendo la benzina con i propri risparmi".
Tempestiva la replica del presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, che ha replicato: "non c'è alcuna ferita alla Costituzione, sono state recepite alcune richieste di modifica e il provvedimento è stato sistemato in tre filoni: immigrazione, sicurezza e criminalità. Pertanto si vuole procedere ad una sollecita approvazione".
