Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo  Monitor  |  Amater  |  Radio

Volevano rimpatriarla dopo 20 anni. Lei si suicida

Alessandro Tettamanti


Nella notte, nel Cie (centro di identificazione ed espulsione) di Ponte Galeria, a Roma è morta suicida una detenuta tunisina. Si chiamava Nabruka Mimuni, aveva 44 anni.

Ieri sera le avevano comunicato che sarebbe stata espulsa e questa mattina le sue compagne di cella l'hanno trovata impiccata in bagno.

" Sono saliti quelli della croce Rossa per portarla via - racconta una sua compagna, reclusa anche lei a Ponte Galeria - Nel letto non c'era e mi hanno iniziato a chiedere dove fosse andata. Siamo andati insieme nel bagno e l'abbiamo trovata impiccata. Una scena orribile."

Nabrukab era in Italia da più di 20 anni e lavorava in una cooperativa. È stata catturata due settimane fa dalla polizia, pare proprio mentre era in coda in questura per rinnovare il permesso di soggiorno. Lascia un marito, e un figlio. "Dopo vent'anni, in Tunisia non aveva più nessuno - racconta sempre la sua compagna di stanza a Ponte Galera - si è suicidata perché non poteva pensare di essere sradicata così all'improvviso dalla vita che si era costruito qui in Italia. Non è giusto, aiutateci".

Da ieri mattina le recluse e i reclusi di Ponte Galeria sono in sciopero della fame per protestare contro questa morte, contro le condizioni di detenzione, contro i maltrattamenti e contro i rimpatri.

Il garante regionale dei detenuti Angiolo Marroni accusa: "Ormai il Cie, per come è strutturato, propone condizioni di vita peggiori di quelle di una detenzione presso gli istituti penitenziari". La Croce Rossa si dice «profondamente addolorata per la scomparsa di M.M. dovuta ad un gesto di cui nessuno aveva avuto sentore, nemmeno le sue compagne di stanza». Del resto, dice il direttore Iocchi «l'ospite non aveva mai dato segnali in tal senso, né era stata sottoposta a qualsivoglia tipo di cure farmacologiche né psicologiche».

Fatto sta che rimpatriare una donna da vent'anni in Italia è pura cattiveria. Sarà soddisfatto chi nei ruoli più importanti delle istituzioni ha parlato proprio di "cattiveria" da utilizzare contro gli irregolari. Ora il suo corpo è ancora qui ,chissà dove la seppelliranno.

audio testimonianza da dentro Ponte Galeira